
Il conte Garcia II Cavaniglia nel 1565 autorizzò l' Università di Montella la costruzione di un mulino comunale sul fiume Calore in considerazione del fatto che quello feudale non era più in funzione. La diga, costruita in legno prima da artigiani locali e poi da artigiani fiorentini, non resse per molto tempo. Fu, quindi, ricostruita in pietra. Nel 1638 furono eseguite alcune modifiche per far sì che il mulino funzionasse anche quando il livello dell' acqua era basso; ma non si ottennero i risultati sperati. Dopo aver funzionato fino ad alcuni decenni fa, è andato completamente in rovina. Di epoca romana è l' attiguo ponte della Lavandara, così denominato perchè legato ad una leggenda medioevale, secondo la quale una bella lavandaia, dopo essere stata sedotta, fu spinta nelle acque del fiume dal seduttore stesso che temeva conseguenze per una paternità indesiderata. |